Murderpedia

 

 

Juan Ignacio Blanco  

 
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Andrea MATTEUCCI

 
 
 
 
 

 

 

 

 


A.K.A.: "The Monster of Aosta"
 
Classification: Serial killer
Characteristics: Burn the corpses
Number of victims: 4 +
Date of murders: 1980 / 1992 - 1995
Date of arrest: June 26, 1995
Date of birth: April 24, 1962
Victims profile: Domenico Raso (gay man) / Daniela Zago / Clara Omarei Bee / Albana Dakovi (prostitutes)
Method of murder: Stabbing with knife - Shooting
Location: Aosta/Puglia, Italy
Status: Sentenced to 28 years in prison on April 16, 1996
 
 
 
 
 
 

1980 - 1995 - Il mostro di Aosta

Ha sicuramente ucciso tre prostitute ed un gay, ma è sospettato della sparizione di alcune prostitute in Puglia.

Modus Opernadi: accoltellamento, combustione del cadavere.

In attesa di giudizio (reo confesso)

Fonte: ns fascicolo; Detective & Crime Magazine, Luglio-Agosto 1995

 
 

ANDREA MATTEUCCI (detto il "mostro di Aosta"), artigiano, tra il 1980 e il'95 uccide 3 prostitute e un omosessuale bruciandone i corpi in un bidone.

 
 

Serial killer Aosta: Matteucci condannato a 28 anni

(ANSA)

AOSTA, 16 APR 1996

La Corte d' Assise di Aosta ha condannato a 28 anni di carcere, all' interdizione perpetua dai pubblici uffici, all' interdizione dalla patria potestà per la durata della pena e a tre anni di casa di cura, Andrea Matteucci, di 34 anni, scalpellino, considerato il serial killer di Aosta dopo che si era autoaccusato di aver ucciso un omosessuale e tre prostitute. 

Il pm Pasquale Longarini aveva chiesto un ergastolo e 18 anni di carcere per l' omicidio di Domenico Raso nel 1980, per il quale la parte civile aveva chiesto un indennizzo di 640 milioni di lire. Matteucci è stato giudicato colpevole di un solo delitto, quello dell' albanese Albana Dakovi e del tentato omicidio di Lucy Omon, un' altra prostituta sfuggita poi all'uomo. 

Andrea Matteucci, nel giugno dello scorso anno, si era autoaccusato di aver ucciso, oltre che Raso, tre prostitute: la torinese Daniela Zago (1992); la nigeriana Clara Omarei Bee (1994); l' albanese Albana Dakovi nel giugno 1995.

La Corte, composta dal presidente Domenico Cuzzola, dal giudice a latere Maria Grazia Damonte e da sei giurate popolari, dopo oltre otto ore di camera di consiglio e poco dopo la mezzanotte, ha in parte accolto la tesi difensiva dell' avv. Ada Lizzio che ha definito Matteucci un mitomane e ha sostenuto che «il castello accusatorio si basava solo sulle dichiarazioni di Matteucci ma che non aveva alcun riscontro oggettivo».

 
 

Andrea Matteucci (Torino, 24 aprile 1962) è un criminale e serial killer italiano.

Biografia

Nasce a Torino, suo padre era un operaio con precedenti penali per furto e ricettazione ma non fa in tempo a conoscerlo perché lascia la famiglia lo stesso anno in cui nasce Andrea. Sua madre, Maria Pandiscia si prostituisce in casa e dato che non riuscirebbe a lavorare con un bambino nella stessa casa lascia Andrea in affidamanto alla sorella. Così Andrea va a vivere a Foggia dalla zia Lina, dove rimane fino a 5 anni.

A quest' età la madre lo va a prendere a Foggia e lo porta ad Aosta. Arrivato ad Aosta viene portato dalla madre in un istituto religioso dove vive fino ai 9 anni, poi va in un altro collegio. Quando fa le elementari al collegio torna a casa tutte le sere, ma a casa è trattato male da suo madre che lo definisce "coniglio" "cagone" e gli continua a dire che è uguale a suo padre. Inoltre la madre si vanta di aver ucciso due sue clienti, uno con la pistola perché aveva parlato male di lei e uno dice di averlo evirato perché non voleva pagarla, si vanta anche di aver impiccato il cane della vicina perché le stava antipatica. Inoltre secondo la madre Andrea avrebbe provocato la morte della nonna che secondo lei imbottiva di pastiglie e prendeva a pugni in testa e aveva allucinazioni in cui vedeva i morti, sia di notte che di giorno.

A 13 anni Andrea ruba con un amico una bicicletta, ma la paura di esser scoperrto e portato via dai carabinieri, cambia la biciletta rubata con quella dell'amico, ma il patrigno lo vede e lo riempie di botte. Il patrigno urla in tutto quartiere che è un ladro e ad Andrea incomincia ad avere l'isitinto di uccidere. A 14 anni tenta di rapinare la macelleria dove lavorava, ma una settimana dopo si autodenuncia e si costituisce.

Dai 14 ai 18 anni rimane in comunità. A 18 anni va a lavorare come meccanico a Quart, ma a casa la madre continua a insultarlo e ritorna a galla il suo istinto di uccidere, così la sera del 30 aprile 1980 esce e va uccidere il primo che incontra.

L'omicidio del 30 aprile 1980

Uscito da casa, la sera del 30 aprile 1980 incontra il commerciante omosessuale Domenico Raso all'arco d'Augusto, a Domenico piace Andrea e gli chiede se vuol far l'amore con lui dietro il monumento dove nessuno li vede, Andrea accetta ma appena è dietro lo colpisce con un pugno nel naso, lo afferra per i capelli, prende un coltello da boy scout che sfila dalla cintura e glielo pianta nella schiena dove si incastra tra le due vertebre, cerrca di sfilare il coltello ma non riesce e cerca di andarsene, fa pochi passi ma l'uomo torna a gridare molto forte, lui torna indietro sotto il monumento romano e ricomincia a colpire l'uomo al petto e alla schiena e si ferma solo quando l'uomo gli dice le sue ultime parole. Così Andrea smette di colpirlo e si allontana dal monumento e getta il coltello nel primo cassonetto che trova.

Il ritorno alla vita normale

Andrea non viene scoperto ma è sconvolto da quello che ha fatto, dopo aver letto che l'uomo aveva due figli, incomincia a fare incubi sull'uomo che ha ucciso, nel frattempo arriva la cartolina per il servizio militare e parte. Fa domanda per entrare nella Folgore a Livorno. Va in ferma tutto l'anno come barelliere fino a congedarsi col grado di caporalmaggiore. Ad Andrea piaceva fare il militare, tanto che al momento del congedo pensa di firmare la ferma prolungata e rimanere in servizio, ma esita, poi lascia perdere ma quando ci ripensa oramai è troppo tardi ed è stato congedato.

Al ritorno dal servizio militare conosce ad Aosta una ragazza e nel 1983 i due si sposano e vanno a vivere prima a Saint Pierre, poi a Sarre e infine a Villeneuve, tutti paesi non molto lontano da Aosta dove abitava la madre. Lui intanto trova lavoro come commesso in un negozio di alimentari. Nel 1987 ha un primo figlio, la sua vita scorre felice.

Il ritorno della rabbia

Andrea lascia il lavoro come commesso e si mette a fare lo scalpellino, prima sotto varie ditte e poi in proprio in un laboratorio ad Arvier, ma il suo lavoro va sempre peggio e litiga sempre piú frequentmente con la moglie e sempre più spesso accade che uno abbandona la casa per poi tornare.

L'omicidio del 1992

Una sera del 1992 incontra la prostituta torinese Daniela Zago a Brissogne a bordo del suo furgoncino, lui si ferma e la ragazza accetta di salire con lui, si apprtano e cominciano a far l'amore, ma lui è troppo arrabbiato e la ragazza le mette fretta e quando capisce che sta perdendo tempo insiste perché la riaccompagni dove l'ha trovata, lui vorrebbe parlare ma la ragazza non ne ha voglia e ha fretta, allora la riaccompagna sul suo posto sulla strada. Ma poco dopo torna indietro e le chiede di riprovarci con lui, la carica in macchina e le chiede se ha figli. Daniela risponde di no e le punta la pistola alla nuca e le spara, ma non è morta è solo ferita e terrorizzata. Daniela lo implora di accompagnarla all'ospedale, lui dice che lo farà, la porta in un posto isolato, finge di aiutarla ad uscire dalla machina ma poi le spara alla testa e Daniela muore sul colpo. Le porta via i gioielli con l'intenzione di regalarli alla moglie e sente di aver ucciso una persona che non si meritava di vivere. Poi sepellisce il corpo, ma dopo un mese lo diseppelisce, lo fa a pezzi con un coltello, lo mette dentro un bidone e gli dà fuoco, ma il fuoco non prende così buca la lamiera del bidone per facilitare la combustione e dopo otto ore del cadavere non resta altro che cenere che Andrea disperde in una discarica.

L'omicidio del 1994

Nel 1994 va a Chambave e trova una prostituta nigeriana, Clara Omoregbee che gli piace. Lui la porta ad Arnad I due hanno un rapporto sessuale completo ma Andrea non è soddifatto, i due litigano, lei comincia ad urlare, la colpisce con un pugno, poi tira fuori una pistola e le spara due colpi di cui uno mortale alla testa. Aspetta un'ora e ha un rapporto sessuale con il corpo della ragazza. Torna a casa con il suo Ape e trascina il corpo in cucina, prende un coltello e le taglia la testa, gambe e braccia e va ad Arvier con il corpo sezionato e lo butta nel bidone usato due anni prima e gli dà fuoco. Dopo sei ore le ceneri vengono portate a casa e nascoste per una notte, il giorno dopo va a Villeneuve dove butta le ceneri dal ponte sulla Dora Baltea.

Il tentato omicidio del 1994

Il 10 settembre 1994 mentre è a caccia di prostitute vede a Nus vede la prostituta nigeriana Lucy Omon, la convince a salire e a seguirlo fino a casa, i due hanno un rapporto sessuale completo e poi Andrea promtte di riaccompagnarla a Nus. Mentre sono in macchina Andrea si dirige ad Arvier e non a Nus nel solito piazzale del suo vecchio laboratorio da scalpelinoin in Rue de Rolland, dove c'è il bidone. Lucy è sorpresa e cominicia a spaventarsi, Andrea tenta di soffocarla con un cuscino che ha in macchina, ma non riesce, lei si divncola, allora prova a soffocarla con uno straccio, ma non riesce di nuovo. Lucy riesce ad aprire la macchina e a scappare.

L'omicidio del 1995

Nel frattempo alla fine del 1994 si mette con una ragazza, Anna ma la rabbia è sempre presente. Nell'aprile del 1995 viene processato per furto d'auto,usufruendo dei benefici di legge, con l' obbligo di non muoversi al di fuori del perimetro tra Arvier e Aosta, con l'obbligo di firma nella caserma di Pont Saint Martin. Il 12 maggio 1995 torna ad uccidere, trova la prostituta albanese Albana Dakovi, contratta, lei accetta e lo segue in una stradina isolata dove i due hanno un rapporto sessuale nel furgone, Andrea la paga e poi la riporta sul luogo di lavoro. Ma alle 18 lui ritorna da Albana che ch gli è simpatica, che si è trovato bene con lei e che vorrebbe un altro rapporto. Albana sale di nuovo con Andrea e i due si appartano di nuovo ad Arnad, questa volta Andrea le dice che vuole parlare, lei comincia ad avere fretta, ad arrabbiarsi e vuole essere riportata indietro, ma Andrea non vuole farlo, lei comincia ad urlare, lui le tira uno schiaffo, la spinge fuori dal furgone e la colpisce alla testa con una chiave inglese. Albana, ormai tramortita, cerca di difendersi, ma non riesce, prende un coltello e la colpisce cinque volte e le taglia la gola. Poi mette il cadavere con il suo furgone Iveco Daily, va a fare il pieno di benzina con il corpo nel furgone, poi si reca in caserma a Pont Saint Martin con il corpo della ragazza per firmare il registro. Il cadavere verrà bruciato, come quelli precedeni.

La cattura

Il protettore dell'ultima prostituta uccisa, Albana, invia una lettera anonima alla caserma di Pont Saint Martin dove ha visto caricare Albana nel furgone Iveco Daily di Andrea. Il 26 giugno 1995 Andrea viene arrestato e messo in camera di sicurezza, inizialmente dice di aver visto Albana la sera della scomparsa, ma smetisce di averla uccisa. Poi il giorno dopo viene di nuovo interrogato e dice che è responsabile della morte di Albana, ma invontariamente. Dalle contraddizioni salta fuori prima l'omicidio del 1980 e poi dopo Andrea confessa tutti i suoi omicidi.

Il processo e la condanna

Viene considerata persona socialmente pericolosa con un vizio parziale di mente che soffre di disturbi psichici, viene condannato il 16 aprile 1996 a 28 anni di carcere e a 3 anni di OPG dalla Corte d'Assise di Aosta dopo 3 ore di requisitoria, mentre la richiesta del pm dell'ergastolo e di 13 anni di carcere non venne accolta. Matteucci uscirà dal carcere nel 2027 a 65 anni d'età.

Omicidi di Andrea Matteucci

  • Domenico Raso, commerciante omosessuale ucciso ad Aosta nel 1980

  • Daniela Zago, prostituta italiana uccisa a Brissogne nel 1992

  • Albana Dakovi, prostituta albanese uccisa a Arvier nel 1994

  • Clara Omoregbee, prostituta nigeriana uccisa ad Arnad nel 1995

Inoltre tentato omicidio della prostituta nigeriana Lucy Omon nel 1994.